Roma, 29 Gennaio 2014
Terzo appuntamento nazionale della rete WEEC Italia
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http://mediterraneo-sostenibile.blogspot.it/p/hydria-acquedotti-storici.html
di Patrizia Bonelli- patbonelli(at)gmail.com
di Patrizia Bonelli- patbonelli(at)gmail.com
"Il Mediterraneo è mille cose nello stesso tempo. Non un paesaggio, ma molti paesaggi. Non un mare, ma molti mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà una dopo l'altra".
"Il Mediterraneo è mille cose nello stesso tempo. Non un paesaggio, ma molti paesaggi. Non un mare, ma molti mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà una dopo l'altra".
"The
giovedì 16 gennaio 2014
29 gennaio, convegno del WEEC a Roma
lunedì 25 novembre 2013
La conferenza di Varsavia nega i cambiamenti climatici
di Francesco Martone e Alberto Zoratti*
Che le sorti di una COP presieduta dal governo polacco fossero nelle mani delle lobby delle imprese c'era quindi da aspettarselo, non foss'altro per il nutrito pacchetto di multinazionali sponsor. Che però lo stesso decidesse di remare contro nessuno poteva immaginarlo, almeno nelle modalità. Dal sostegno ad una kermesse parallela per il carbone pulito alla sostituzione in corso d'opera del ministro dell'ambiente e presidente della COP con un ministro palesemente a favore del “fracking” e dei gas di scisto, ed il gioco è fatto. Sullo sfondo la condotta contraddittoria dell'UE.
Da un lato la commissaria al clima Connie Hedegaard ha fatto la voce grossa contro i sabotatori della lotta al cambiamento climatico. Dall'altro prevale il nuovo approccio suggellato nel Consiglio Europeo di giugno scorso, quando - cedendo alle lobby industriali - il Presidente Barroso impose l'abbandono di un approccio alla mitigazione dei cambiamenti climatici e di un'equa transizione ecologica, privilegiando l'accesso per le imprese a fonti energetiche endogene ed a basso costo, quali carbone pulito e gas di scisto.
Che le sorti di una COP presieduta dal governo polacco fossero nelle mani delle lobby delle imprese c'era quindi da aspettarselo, non foss'altro per il nutrito pacchetto di multinazionali sponsor. Che però lo stesso decidesse di remare contro nessuno poteva immaginarlo, almeno nelle modalità. Dal sostegno ad una kermesse parallela per il carbone pulito alla sostituzione in corso d'opera del ministro dell'ambiente e presidente della COP con un ministro palesemente a favore del “fracking” e dei gas di scisto, ed il gioco è fatto. Sullo sfondo la condotta contraddittoria dell'UE.
Da un lato la commissaria al clima Connie Hedegaard ha fatto la voce grossa contro i sabotatori della lotta al cambiamento climatico. Dall'altro prevale il nuovo approccio suggellato nel Consiglio Europeo di giugno scorso, quando - cedendo alle lobby industriali - il Presidente Barroso impose l'abbandono di un approccio alla mitigazione dei cambiamenti climatici e di un'equa transizione ecologica, privilegiando l'accesso per le imprese a fonti energetiche endogene ed a basso costo, quali carbone pulito e gas di scisto.
I tentativi della Hedegaard poco possono contro il muro alzato dai Commissari che contano (del commercio e mercato interno in primis), che rappresentano gli interessi dell'industria.
Leggi l'articolo completo sul Manifesto
Al centro del dibattito il carbone pulito, il
gas di scisto e, soprattutto, gli affari delle solite industrie. Le recenti
catastrofi avvenute in tutto il mondo (ultima quella in Sardegna) non
interessano né ai governi né all'Europa
La Conferenza di Varsavia (COP19) avrebbe dovuto scandire il
negoziato verso Parigi 2015 quando andrà adottato un nuovo accordo sulle
riduzioni delle emissioni di gas-serra, per contenere entro i due gradi
l'aumento della temperatura media globale. Lo scorso anno venne adottato
il Doha Climate Gateway, escamotage per tenere aperta una
trattativa già a rischio. Polonia, Russia ed Ucraina tentarono allora di
stoppare un accordo per continuare a lucrare sulla vendita di quote di
emissione, soluzione che l'Unione Europea voleva abbandonare per segnalare
l'impegno all'effettiva riduzione delle proprie emissioni.
Responsabile esteri Sinistra Ecologia Libertà
Presidente Fairwatch
sabato 16 novembre 2013
Atene: workshop dei parlamentari del Mediterraneo
Il 13 e 14 novembre ad
Atene - con il "Circolo dei Parlamentari del Mediterraneo per lo
Sviluppo Sostenibile" (COMPSUD)- al Workshop su "Variazioni e
Cambiamenti Climatici", con una sessione speciale al Parlamento Greco.
Foto di Milan Vogrin
Foto di Milan Vogrin
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Patrizia Bonelli del MIO-ECSDE, Rete per la sostenibilità nel Mediterraneo |
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| I partecipanti al workshop nell'aula del parlamento greco. |
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| In una sala espositiva del parlamento greco. |
How will climate variability and change affect the coastal zone?
Serious impact are expected to emerge from the Mediterranean from rise of sea level resulting-inter alias- in salt water intrusion in coastal aquifers, in loss of arble land as well as in serous alteration of natural habitats in a region already experiensing development pressure in the coastal areas.
Il workshop ha avuto l'obiettivo di:
Serious impact are expected to emerge from the Mediterranean from rise of sea level resulting-inter alias- in salt water intrusion in coastal aquifers, in loss of arble land as well as in serous alteration of natural habitats in a region already experiensing development pressure in the coastal areas.
Il workshop ha avuto l'obiettivo di:
- informare i membri del parlamento su strumenti e iniziative in corso e programmati su Variazioni e Cambiamenti Climatici nel Mediterraneo ed i collegamenti con i programmi su Acqua e Ambiente;
- identificare modalità per un impegno maggiormente attivo dei membri del parlamento su questi temi;
- condividere esperienze e punti di vista tra Parlamentari, stakeholders e rappresentanti della società civile su come i Membri del Parlamento possano migliorare il loro ruolo e il loro contributo nel definire agende politiche e promuovere azioni prioritarie a livello regionale e nazionale.
martedì 22 ottobre 2013
Gli antichi acquedotti di Napoli
Pubblicata nel quadro della ricerca "Collection, Storage & Distribution of Water in Antiquity Linking Ancient Wisdom to Modern Needs" realizzata in collaborazione con l'Unesco.
usi civili e grandezza imperiale
Tre gli antichi acquedotti che fino alla fine dell’1800 hanno rifornito Napoli di acqua dolce, il Bolla di origine greco romana, l’ Augusteo (o Serino o Claudio) di origine imperiale ed il “ Carmignano” del 1600. Tra questi il Bolla è quello che ha fornito l’acqua alla popolazione del centro di Napoli per più di due millenni.
Tra i nuovi casi di studio:
Antichi acquedotti di Napoli tra usi civili e grandezza imperiale
Tre gli antichi acquedotti che fino alla fine dell’1800 hanno rifornito Napoli di acqua dolce, il Bolla di origine greco romana, l’ Augusteo (o Serino o Claudio) di origine imperiale ed il “ Carmignano” del 1600. Tra questi il Bolla è quello che ha fornito l’acqua alla popolazione del centro di Napoli per più di due millenni.
Although ancient Naples have always lacked a main water source within the city territory, its people ensured supplies through the aqueducts that included a few springs, wells and thousands of large cisterns of large size.

The durable and easily worked tuff or yellow tuff sandstone was ideal for digging deep aqueducts originating from springs in the outlying mountains down to the city centre. The Ancient Greeks probably first did this some 2,500 years ago, and over the centuries other aqueducts were dug in the sturdy tuff.
In Roman times an intricate web of underground passages and cisterns with a total surface of about 10.000 m2 would supply the city with drinking water coming from the Vesuvius Mountain and the Serino springs. Those who lived in the buildings could access water directly from inside their homes thanks to their own wells, which were connected to the cisterns.

What is still surprising today is the fact that buildings of every size and importance have been built directly over the quarries that provided the materials for their construction. The tuff is a perfect construction material, and huge palaces and villas were built from large blocks of this wonder stone quarried from the underground cavities. Buildings have been built on top of caverns of the exact same dimensions as the buildings themselves. 
http://www.hydriaproject.net/en/italy-underground-naples/importance19/domenica 28 luglio 2013
Ferie d'agosto
Nella mia estate non
cantano usignoli,
Né si ricorrono in giostre
elicoidali
Scoiattoli dalla
morbida coda fulva
Ma stampati sul viso solo
sorrisi stereotipati
Una finestra che guarda la
collina
Oltre la quale c’è il mare
Spiagge bianche e assolate
E la luce accecante di una
esposizione orientale
Un territorio fragile che
guarda ai Balcani
La montagna scende
dolcemente nella valle solcata dalle
fiumare
La cui ghiaia si mischia
con la sabbia del mare
Un territorio battuto dal
vento e percorso da strade
Di terra e di acqua su
cui genti diverse
Costruiscono i propri
immaginari
Chi va e chi viene
Obbedisce allo stesso
bisogno
Di vita e di un migliore
destino
Che l’ esser nati al sud riarso, povero, indifeso e predato
E’ stato loro riservato
lunedì 22 luglio 2013
Planning for the Future of Education for Sustainable Development
Tavola Rotonda organizzata dall’UNESCO al 7° Congresso Mondiale di Educazione Ambientale (WEEC) Marrakech giugno 2013
Nell’ambito dei lavori del 7°Congresso Mondiale di Educazione Ambientale (WEEC) a Marrakech l’UNESCO ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Planning for the Future of Education for Sustainable Education ” sulle prospettive e il futuro dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESD) sulla base dei risultati di Rio + 20 e in seguito al decennio delle Nazioni Unite per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESD) 2005/2014 di cui l’UNESCO è istituzione leader.
L’evento ha permesso di coinvolgere le reti dei diversi soggetti del WEEC nella realizzazione di una struttura per il futuro programma di Educazione allo Sviluppo Sostenibile.
Hanno partecipato Michel Ricard e Daniella Tilbury, della presidenza UNESCO, Mario Salomone segretario generale del WEEC, Alexander Leicht, rappresentante UNEP, Heila Lotz-Sisitka, del DESD.
Le presentazioni e gli interventi hanno sottolineato che non bastano accordi politici ed incentivi finanziari e tecnologici, per ottenere uno sviluppo sostenibile è necessario un cambiamento nel modo di pensare e di agire, degli stili di vita.
L’UNESCO ha in preparazione un Programma, o Piattaforma Globale, sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. Per un futuro sostenibile è indispensabile imparare oggi, come proposto nel “The Future We Want” documento approvato alla conferenza di Rio in Brasile nel 2012, che chiede di proseguire il lavoro del Decennio all’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. Il decennio ha infatti promosso consapevolezza e buone pratiche, ma l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile deve ancora essere pienamente integrata nei sistemi educativi.
L’ESD promuove metodi di insegnamento e apprendimento attivi e partecipativi, pensiero critico e capacità di immaginare scenari futuri, coinvolgimento e collaborazione, una visione integrata dell’ambiente, della società e dell’economia.
Promuove inoltre il consumo e la produzione sostenibile, il rispetto della specificità locale e della diversità culturale, la consapevolezza e la capacità di intervenire per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, per ridurre il rischio, la povertà e salvaguardare la biodiversità.
L’ESD include l’educazione, la formazione e l’apprendimento formale, non formale e informale e promuove consapevolezza.
Per raggiungere questi obiettivi sono state poste delle priorità come l‘integrazione dell’ESD nelle politiche educative nazionali ed internazionali e la sua inclusione fra gli standard e gli indicatori dei risultati dell’apprendimento.
E’ necessario riorientare le istituzioni educative e trovare adeguati finanziamenti.
Favorire inoltre lo scambio fra istituzioni ed altri soggetti particolarmente con le reti, il sostegno reciproco e l’educazione fra eguali, la decisionalità degli educatori, dei giovani delle comunità locali, l’assunzione di responsabilità.
Fra i contributi di rilievo il power point del prof. Michael Scoullos, presidente del MIO-ECSDE.
Nell’ambito dei lavori del 7°Congresso Mondiale di Educazione Ambientale (WEEC) a Marrakech l’UNESCO ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Planning for the Future of Education for Sustainable Education ” sulle prospettive e il futuro dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESD) sulla base dei risultati di Rio + 20 e in seguito al decennio delle Nazioni Unite per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESD) 2005/2014 di cui l’UNESCO è istituzione leader.
L’evento ha permesso di coinvolgere le reti dei diversi soggetti del WEEC nella realizzazione di una struttura per il futuro programma di Educazione allo Sviluppo Sostenibile.
![]() |
| Irina Bukowa, dirigente dell'Unesco |
Hanno partecipato Michel Ricard e Daniella Tilbury, della presidenza UNESCO, Mario Salomone segretario generale del WEEC, Alexander Leicht, rappresentante UNEP, Heila Lotz-Sisitka, del DESD.
Le presentazioni e gli interventi hanno sottolineato che non bastano accordi politici ed incentivi finanziari e tecnologici, per ottenere uno sviluppo sostenibile è necessario un cambiamento nel modo di pensare e di agire, degli stili di vita.
L’UNESCO ha in preparazione un Programma, o Piattaforma Globale, sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. Per un futuro sostenibile è indispensabile imparare oggi, come proposto nel “The Future We Want” documento approvato alla conferenza di Rio in Brasile nel 2012, che chiede di proseguire il lavoro del Decennio all’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. Il decennio ha infatti promosso consapevolezza e buone pratiche, ma l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile deve ancora essere pienamente integrata nei sistemi educativi.
L’ESD promuove metodi di insegnamento e apprendimento attivi e partecipativi, pensiero critico e capacità di immaginare scenari futuri, coinvolgimento e collaborazione, una visione integrata dell’ambiente, della società e dell’economia.
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| Il prof. Mario Salomone, presidente del Weec. |
Promuove inoltre il consumo e la produzione sostenibile, il rispetto della specificità locale e della diversità culturale, la consapevolezza e la capacità di intervenire per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, per ridurre il rischio, la povertà e salvaguardare la biodiversità.
L’ESD include l’educazione, la formazione e l’apprendimento formale, non formale e informale e promuove consapevolezza.
Per raggiungere questi obiettivi sono state poste delle priorità come l‘integrazione dell’ESD nelle politiche educative nazionali ed internazionali e la sua inclusione fra gli standard e gli indicatori dei risultati dell’apprendimento.
E’ necessario riorientare le istituzioni educative e trovare adeguati finanziamenti.
Favorire inoltre lo scambio fra istituzioni ed altri soggetti particolarmente con le reti, il sostegno reciproco e l’educazione fra eguali, la decisionalità degli educatori, dei giovani delle comunità locali, l’assunzione di responsabilità.
Fra i contributi di rilievo il power point del prof. Michael Scoullos, presidente del MIO-ECSDE.
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